Diario di Loris e Cecilia (Joaquim Gomes, 2002)

Loris e Cecilia con giovani di Joaquim GomesBrasile, parola che evoca strani e colorati pensieri.
Terra, conosciuta per il Carnevale, per il Calcio e per la storia della “schiavitù nera”.
A noi evoca però, altri e diversi pensieri.

Ci presentiamo, siamo Loris e Cecilia Capovilla. Due ragazzi che in Brasile hanno cercato e trovato un sogno.

Da fidanzati, nel cammino che ci ha portato al matrimonio il 19 gennaio 2002, avevamo un desiderio. Quello di poter iniziare la nostra vita con il passo giusto. L’idea iniziale non era chiara, ma sentivamo che era possibile fare qualcosa di importante, senza sentirci strani o diversi, dai nostri coetanei. Nei mesi di preparazione, abbiamo deciso di accantonare dei soldi, per poter realizzare un progetto di solidarietà. Le necessità in questo mondo, sono tante e le richieste di carità, non mancano; tra le tante ci ha “catturato” l’idea di poter dare una casa ad una famiglia meno fortunata della nostra. (Anche perché sappiamo, quanta fatica costi, costruire una casa). Nel progettare concretamente il nostro matrimonio, successivamente, ci è balenata l’idea di portare di persona, quanto risparmiato nei mesi precedenti e quanto ricavato rinunciando ai regali di nozze, affrontando quindi la “luna di miele” in missione. Grazie alla conoscenza personale di un missionario, padre Diego Vanzetta, e con un po’ di caparbietà, siamo riusciti a realizzare quello che all’inizio pensavamo restasse semplicemente un sogno.

La casa degli italiani. Qui vengono ospitati i volontariDalla nostra casetta di Molina di Fiemme (Tn), dopo aver smaltito i “fumi” della nozze, salutiamo parenti e amici e ci dirigiamo verso Milano. Da qui l’aereo ci porterà, nel nord-est del Brasile.
A Recife, ci attende l’amico Trentino, Padre Diego Vanzetta, missionario salesiano, che opera nel nord-est Brasiliano da lungo tempo. Dopo due giorni passati con lui, ci rimettiamo in viaggio per Joaquim Gomes. Il paesaggio che scorre davanti ai nostro occhi è incredibile, lunghe distese di verdi prati e coltivazioni di canna da zucchero, colline con foreste continentali, sole..sole e tanto sole. Dopo lunghi chilometri di emozionanti paesaggi, arriviamo a destinazione. Qui ci attendono le Suore di San Giuseppe di Pinerolo, capeggiate da Suor Daniela di Piossasco (To). Il progetto concordato, prevedeva la possibilità di essere utili in attività scolastico/sanitarie nella missione di Suor Daniela, conosciuta tramite corrispondenza e grazie all’amicizia che Don Diego ha lasciato in questo villaggio, non essendo più il loro parroco, da alcuni anni. La realtà però, come sempre, supera l’immaginazione. Quello che pensavano di vedere e fare, è stato implementato dalla vera e cruda realtà.

L’accoglienza ai due sposini … è affidata ad un particolare gruppo: Anna, Marisa, Jucci, Nino e Alberto, un gruppo di persone con la missione nel cuore. Gente comune nell’aspetto, ma non nell’animo. Da anni impegnati concretamente a dare speranza ai bambini di questa zona. Passato il primo smarrimento, di dover vivere in comunità… in tutti i sensi, ci siamo ambientati nel gruppo. Nino e Alberto, e poi dopo il loro arrivo, Loris, Giuseppe, Guido e Beppe, tinteggiano e sistemano una nuova scuola. I volontari tinteggiano la nuova scuolinaFinanziata e costruita grazie alle generosità degli Italiani. Marisa, Jucci e Cecilia si adoperano nell’ “accudire” e coccolare i bambini dell’asilo e ad aiutare le maestre nei loro compiti “prescolastici”. Anna, la mamma del gruppo, resta in casa a preparare, con i pochi elementi veramente sicuri, ottimi pasti rigeneranti. Nel tempo libero e nei giorni di festa, esploriamo le varie realtà: la povertà dei “gironi dell’inferno”, le fabbriche (usine) dove la canna da zucchero viene lavorata, le strutture create dalle suore (asili/ambulatorio/sala catechesi/orto comunitario), gli accampamenti dei “Senza terra”, la ricchezza delle città non molto lontane, la bellezza delle spiagge di Macejo, e il paese…nella sua ricerca di uscire dalla miseria.

Cecilia e Loris con la comunità delle suore missionarieRaccontare tutto, porterebbe la storia ad essere forse pesante o noiosa; quello che però ci sentiamo di dire è la gioia e la forza, trovate in questa “avventura”. Il sorriso di tantissimi bambini, il calore vero di un amicizia nata, con persone, che nella norma, sono distanti, per generazione. L’esempio di sacrificio, incondizionato e sincero delle Suore. La gioia e la semplicità del vivere, con poco. Il sapere di essere stati utili, anche se per poco tempo. L’aver trovato una nuova famiglia in Brasile; aver potuto dare un tetto vero a Cicera e ai suoi sette fratelli. Alla partenza, non sapevamo dove eravamo veramente diretti e quale strada Dio ci avrebbe indicato, al ritorno iniziando la nostra vita, la direzione ci è parsa chiara. Un saluto affettuoso, a tutti gli amici e “operatori di pace e giustizia” di Piossasco e Pinerolo.