Diario di Tina, Maria e Pasquale (Joaquim Gomes, novembre 2006)

Paesaggio dell'AlagoasUn viaggio a Joaquim Gomes…

Sono passati 2 mesi dal mio rientro dal Brasile ed ancora adesso mi sembra di aver sognato e invece no, ci sono stata veramente ed esattamente a Joaquim Gomes.

I miei compagni di avventura sono stati Pasquale e Maria. Per me è stata la prima volta, Pasquale ormai è un habituè, per Maria è stata la seconda volta ed è venuta per portare avanti un bellissimo progetto; farà la tesi sulla sanità negli accampamenti dei Sem Terra e a Joaquim Gomes.

La è tutto un altro mondo, ogni giorno prendevamo il nostro “pugno nello stomaco quotidiano” e per me è stato difficile capire certe situazioni e realtà, non mi sembra vero che si possa vivere così.
Nonostante ciò, la gente è incredibile, sorridono, sono sempre allegri, ma ciò che mi ha colpito di più è stata la loro accoglienza così spontanea, affettuosa, cordiale e quel loro farti sentire a casa, a tuo agio, importante.

A Joaquim Gomes c’è tanto da fare e tanto viene fatto:

* I centri, che lavorano sulla Pastorale dell’Infanzia, gestiti dagli animatori del posto con la supervisione di Suor Rosa. Le suore vorrebbero ampliarli per poter accogliere più bambini.
* L’ambulatorio sanitario, gestito e condotto da Suor Daniela (con l’aiuto di Maria, una ragazza del posto). Suor Daniela segue gli ammalati e i più disagiati anche a domicilio.
* L’orto comunitario, coltivato da un gruppo di uomini coordinati da Elinho, permette di produrre verdura e frutta utilizzata nei tre asili della Missione e venduta nella capitale, la città di Maceio, per l’autofinanziamento del progetto.

Abbiamo inoltre visitato sei accampamenti di senza terra, con la guida di Careca, uno dei coordinatori della Commissione Pastorale della Terra, che ci ha permesso di conoscere da vicino i Sem Terra, i loro disagi, i loro grandi problemi, l’attesa della terra per lunghi anni trascorsi in baracche costruite ai margini della strada o, quando va bene, nell’entroterra..

Una baracca di fango. Una famiglia di Sem TerraCon loro abbiamo condiviso una bellissima esperienza: la Romaria, che è un pellegrinaggio organizzato principalmente dai movimenti legati ai Sem Terra, i quali arrivano da tutti gli accampamenti, anche dai più lontani, con pullman o mezzi di fortuna. La Romaria si fa ogni anno a novembre in una notte di luna piena, camminando, pregando e cantando. E’ un modo per sensibilizzare, condividere e far sentire la propria voce nella lotta per il diritto alla terra.
Ci sarebbe ancora tanto da dire, ci sarebbe tanto da fare, vorrei fare tutto, impossibile. Una cosa mi sento di dire, è meglio che ognuno segua un solo progetto e fino in fondo, piuttosto che tanti e che non vadano a buon fine e ancora una cosa, per me non sarà l’unico viaggio in Brasile.

Ciao a tutti

Tina