Viaggio in Brasile in una missione nel povero Nordeste

Veduta sul paesePIOSSASCO – A 8000 Km di distanza dall’Italia suor Daniela Elia di Piossasco, della congregazione San Giuseppe di Pinerolo, da oltre vent’anni si dedica al sostegno dei più poveri nella cittadina di Joaquim Gomes, nel nord est del Brasile. Dei 24.000 abitanti, 16.000 vivono nella zona urbana e 8.000 nella zona rurale; la popolazione è composta per la maggior parte da donne, vecchi e bambini, mentre la maggioranza degli uomini, per lavorare, è costretta a spostarsi nei paesi vicini o addirittura a migrare verso altri stati, come ad esempio nel Mato Grosso, in quanto principale luogo di riferimento per la coltivazione della canna da zucchero.

Così come nella maggior parte del Brasile, il sistema sanitario è un servizio in teoria offerto a tutti, ma che nella realtà apre le porte solo a chi può permettersi di pagare.

Donna con stoviglie va al fiume Anche a Joaquim Gomes ciò che si ottiene recandosi all’ospedale è una prescrizione per farmaci che nessuno può realmente comprare a causa del loro costo. Per questa ragione le suore hanno avviato un ambulatorio medico, punto di riferimento della popolazione per iniezioni, medicazioni, aerosol per bambini malati di malattie bronco-polmonari, controllo della pressione, ma anche centro d’ascolto e distribuzione di cibo ai più bisognosi, in quanto accessibile a tutti e il cui aiuto raggiunge chi sta male anche direttamente nella propria casa. Accanto all’azione delle suore, ci sono poi i volontari della “Pastoral da Criança”, che si impegnano in azioni di nutrizione, educazione alla salute e al valore della cittadinanza nelle comunità povere di tutto il Brasile, con un controllo che aspira ad essere capillare per promuovere lo sviluppo integrale dei bambini a partire dal concepimento fino all’età di 6 anni, nonché il miglioramento della qualità della vita delle famiglie.

bimbo sulla porta di casa Per questi bimbi, con la collaborazione di Suor Maria Teresa e Irmã Rosa, Suor Daniela ha cominciato ad avviare un asilo nel centro São José, a cui negli anni si sono aggiunti il centro di Madre Esperança e Casal, grazie anche all’offerta da parte di diverse famiglie di Piossasco di una quota mensile fissa e continuativa che ne ha consentito l’avvio e il successivo mantenimento. Ciò ha permesso e permette ancora oggi l’accoglienza giornaliera di circa 300 bambini a cui viene offerto un percorso di crescita, educazione, giochi e un pasto sicuro ogni giorno. Ha inoltre consentito una maggiore alfabetizzazione concedendo alle sorelle maggiori la possibilità di poter frequentare i corsi alle scuole elementari affidando alle suore i fratellini più piccoli, soprattutto quando sia madre che padre non erano in grado di badare alla famiglia per questioni lavorative e di sussistenza.

La scolarizzazione è molto importante infatti per rendere informata e cosciente la gente, soprattutto contro le diverse forme di schiavitù ancora presenti in Brasile. Da anni il movimento della Commissione Pastorale della Terra affianca i lavoratori rurali in diversi ambiti. Leader del movimento è senza dubbio la difesa del diritto dei lavoratori della terra, soprattutto i cosiddetti “sem-terra”, che combattono per la democratizzazione dell’accesso alla terra e in favore della riforma agraria, purtroppo ancora di difficile applicazione, che sancisce il diritto a occupare i terreni lasciati improduttivi dai latifondisti. Infatti, in Brasile la concentrazione delle ricchezze porta l’80% delle terre in mano al 20% della popolazione, mentre molta gente vive ancora di stenti.

una via con panni stesi, case di fangoNella peggiore delle ipotesi, quando la povertà è estrema, accanto alle grandi città la gente affolla le favelas come quella di Sururu de Capote a Maceió, nella quale solo con l’aiuto della lìder Wanya, è possibile passeggiare e scorgere fra l’immondizia e la fogna a cielo aperto, persone senza prospettive, quasi prive del desiderio di voler migliorare la propria condizione, con bimbi e ragazzi condannati alla droga, alla prostituzione e alla violenza senza la speranza di una vita vera e di qualità.

Baracche e immondizia nella favela Sururu de Capote Tutte le realtà descritte sinora hanno solide basi nel legame che negli anni si è formato tra la comunità di Piossasco e quella di Joaquim Gomes, coinvolgimento che si è rafforzato sempre più con le molte adozioni a distanza e con la partecipazione nel corso degli ultimi anni di più di 70 volontari nella missione in Brasile, il cui obiettivo è principalmente vedere con i propri occhi e, dunque, conoscere una realtà del tutto diversa dalla cultura occidentale.

Viaggio a Joaquim Gomes 2009: gruppo dei ragazzi volontari

Anche se giocare con i bimbi, lavorare nell’orto e aiutare nei vari progetti per la scolarizzazione, di primo acchito, potrebbero sembrare attività di ordinario rilievo, nella realtà, ogni volontario, a seconda delle proprie inclinazioni, ha potuto aiutare materialmente con semplici gesti, nel miglioramento della vita a favore della collettività. Ragazzi italiani e brasiliani hanno così ricevuto una priorità: poter aprire gliocchi a nuovi valori e orizzonti con dialoghi costruttivi e relazioni interculturali dando in dono se stessi in maniera incondizionata e reciproca solo per il piacere di vivere insieme e condividere un’avventura senza tempo.

Settembre 2009
Valeria Camarda e Emanuele Orsi per IL SANGONE