Finalmente un segno di speranza da Joaquim Gomes (ottobre, 1992)

Dal bollettino parrocchiale della parrocchia San Francesco d’Assisi di Piossasco – OTTOBRE 1992

Riportiamo quasi integralmente l’ultima lettera inviataci dal Nord-est del Brasile dalla nostra concittadina suor Daniela Elia:

3/10/92

Foto in bianco e nero di un paesaggio collinare a Joaquim GomesOggi è un giorno di elezioni amministrative in tutto il Brasile e finalmente è tornata la calma dopo il terremoto dei giorni passati, dovuto, oltre che alla campagna elettorale, anche a tutto quello che ha portato alla destituzione del presidente della Repubblica, Collor de Mello. E’ stata incriminata anche la moglie, che, in qualità di presidente della Lega Brasiliana di Assistenza, ha fatto sparire nelle tasche della sua famiglia cifre corrispondenti a milioni di dollari. Se i due andranno in galera, o almeno saranno condannati a restituire i soldi che mancano, sarà veramente una grande vittoria per il popolo brasiliano. Rimarranno gli enormi problemi di miseria da risolvere, ma almeno gli “onnipotenti” capiranno che l’impunità non è più una norma fissa in Brasile.

La campagna elettorale in Joaquim Gomes è stata condotta in una maniera tanto bassa e ripugnante che solo un popolo semplice e analfabeta come il nostro può accettare. Il candidato della famiglia Gomes diceva che votassero per lui, perchè, essendo già padrone di tutto, non aveva più possibilità di rubare niente, e il fratello del sindaco, candidato e consigliere, nella fila dei poveri disgraziati che arrivavano nelle fazendas sui camion per votare, strappava a metà biglietti da 10.000, dava una 5 parte ai più semplici e diceva: “L’altra parte venite a ritirarla se sarò eletto…”.

Domenica 20 settembre c’è stato il “comizio” più temuto da tutti i candidati, la predica di padre Valerio, che è stato chiarissimo. Lo hanno aiutato ad entrare nell’argomento le lettere del giorno, che parlavano dei ricchi ingiusti e degli amministratori disonesti, e una lettera dei vescovi riguardo alle elezioni…
Riguardo alla libertà di voto ha insistito: “Non lasciatevi comprare, non avete nessun dovere verso il sindaco, smettetela di chiedere l’elemosina. Alzate la testa: avete dei diritti e una dignità. Se in questi giorni vi danno qualcosa, prendetelo, ma poi votate per chi pensate che sia meglio. Quello che vi danno non l’hanno certamente preso dalla fazenda, ma dal denaro pubblico, e perciò anche vostro”.



Suor Daniela osserva un gruppo di bimbi e giovani

18/10/92

Si sono svolte le elezioni e i candidati della famiglia Gomes sono stati battuti! Questi però non accettano il risultato, stanno facendo ricorsi, minacce, e vogliono annullare le elezioni. Vedremo come andrà a finire.
Domani apriremo la scuola materna “Nossa Senhora Aparecida” nel quartiere della “Casal”. Sono tutti contenti ed entusiasmati, anche perchè, per i motivi più svariati, dalla metà di settembre a Joaquim Gomes non c’è più una scuola, dalle materne alle superiori, che funzioni. Che il Signore ci aiuti, perchè è un momento di lavoro e di spese.

Domenica 11 ottobre nel cortile del centro parrocchiale di Sao José abbiamo commemorato con una bellissima veglia, dalle 19,30 all’una di notte, la scoperta – conquista dell’America, e i 500 anni di evangelizzazione del nostro continente. La celebrazione, a cui hanno partecipato moltissime persone, soprattutto giovani, si è svolta intorno ad un grande falò e a due simboli importanti: la croce, simbolo di sofferenza e di morte, e il cero pasquale, simbolo di resurrezione e di libertà. E’ stata divisa in due parti: la prima con la drammatizzazione delle 8 strofe del canto “Nessuno si inganni”, seguita da una celebrazione penitenziale, la seconda con l’accento sugli aspetti positivi dell’evangelizzazione, seguita da preghiere di supplica e di ringraziamento e da un film sopra la vita e il martirio di mons. Oscar Romero.

Foto in bianco e nero di una piantagione di canna da zuccheroL’usina “Nova Alegria” (cioè la fabbrica di trasformazione della Canna da zucchero di Joaquim Gomes) è stata venduta, dalla società fantasma dell’anno scorso, ad un proprietario che finalmente ha un nome e un volto. E’ un argentino che ho conosciuto ieri, giorno in cui la fabbrica ha ricominciato a funzionare. Mi è venuta voglia di piangere a sentire di nuovo le sirene fischiare e vedere la lunga fila di camion di canne. Sembra che questo nuovo proprietario darà il permesso di usare un poco di terra per piantare ognuno qualcosa e per allevare qualche animale.

Deo gratias.

Il 15 novembre metteremo la prima pietra della nuova Chiesa parrocchiale, che sarà finalmente della comunità e non più proprietà privata della famiglia Gomes.

Saluti cari a tutti suor Daniela Elia

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