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Amici di Joaquim Gomes - onlus


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Notizie da Joaquim Gomes - marzo 2008

Primo piano di suor Daniela

Lettera di Suor Daniela Elia

Joaquim Gomes, marzo 2008 

Carissimi amici,
      quando in gennaio sono ripartita per il Brasile avevo promesso di scrivere, ma appena tornata mi sono ritrovata con i soliti problemi e situazioni drammatiche che ti fanno dimenticare tutto il resto. Voi però siete sempre presenti nelle nostre preghiere e nelle riflessioni che facciamo tra noi suore e con i laici che collaborano con noi: maestre, animatori, ecc… Senza il vostro aiuto molte cose che facciamo sarebbero impossibili.

Qui è cominciato l’autunno ed è terminata la raccolta della canna da zucchero, la conseguenza è nuovamente l’emigrazione di tanti uomini verso gli altri stati che cominciano adesso la raccolta, essendo le stagioni diverse. Gli stati del Mato Grosso e di San Paolo sono quelli che ricevono più gente da Joaquim Gomes.

fratelli, sullo sfondo la loro baracca di terra, la mamma stende i panni

Sulla situazione di qui siete informati abbondantemente dai filmati che sono stati fatti e dalle persone, soprattutto i giovani, che vengono a visitarci e portano ogni volta notizie nuove e abbondanti. E’ impressionante come le realtà di qui li tocchi profondamente e tornino con entusiasmo e tanta voglia di aiutare.

A livello nazionale il Brasile ha due sfide gravi da affrontare, la febbre gialla nell’Amazzonia e la Dengue in tutto il Paese. In Rio de Janeiro sono arrivati al punto di dover montare ospedali da campo militari per assistere tutti i malati; quando la Dengue è emorragica quasi sempre è mortale e colpisce soprattutto i bambini. Il municipio di Rio de Janeiro ha lanciato un appello a pediatri di altre regioni perché si prestino ad aiutare.

donne al fiume per il bucato

A livello di Chiesa siamo in un periodo di transizione, da un anno è arrivato un nuovo Arcivescovo, è Carmelitano e viene da una regione più sviluppata e ricca della nostra. Non ha ancora incominciato le visite pastorali e le decisioni che prende in Maceiò (la capitale dello Stato) a volte ci lasciano perplesse e preoccupate. Le responsabilità che i laici avevano nelle comunità periferiche e rurali sono state ridotte e si vuole tutto più centralizzato e sotto controllo. Chi soffre di più sono le Comunità di Base e naturalmente la gente. La maggioranza qui vive e muore senza sacramenti. Dei i malati, dei moribondi e delle sepolture ce ne occupiamo noi suore.

In questi ultimi anni, per noi e per tutta questa gente, mi affido sempre di più alla Misericordia di Dio che sicuramente è grande e giusta. Che il Signore abbia misericordia anche di tutti noi e ci aiuti a non perdere il coraggio e la speranza.

Grazie di cuore per il sostegno economico che ci mandate.
Aiutiamoci a vicenda anche con le preghiere, cordiali saluti a tutti.

Suor Daniela Elia

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